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- 06/05/2022

Il Consiglio Europeo dell’Industria chimica festeggia 50 anni

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Per celebrare i 50 anni di attività del Consiglio europeo dell’industria chimica (Cefic), 34 tra i migliori professori di chimica d’Europa, tra cui due premi Nobel, e 21 dottorandi provenienti da tutta l’UE, si sono riuniti a Bruxelles e hanno ricreato l’iconica foto scattata nel 1927 durante la Conferenza internazionale di Solvay su elettroni e fotoni.

 

 

La foto, famosa in tutto il mondo, ritrae il meglio della leadership scientifica dell’epoca, tra cui Marie Skłodowska Curie e Albert Einstein.

In occasione dell’evento celebrativo, 25 amministratori delegati e Chief Technology Officer (CTO) delle principali industrie chimiche europee si sono uniti a professori e ai giovani scienziati.

L’obiettivo è stato quello di rafforzare l’alleanza tra scienza e industria chimica per garantire che il progresso scientifico e l’innovazione arrivino sul mercato e contribuiscano efficacemente all’agenda UE per il Green Deal.

Martin Brudermüller, Presidente del Cefic e CEO di BASF, ha commentato:

 “Sono entusiasta di essere circondato oggi dai migliori chimici del mondo e da giovani ricercatori europei di grande talento. La giovane generazione che vediamo oggi definirà il futuro dell’innovazione chimica in Europa e, di conseguenza, il successo del Green Deal europeo. L’innovazione è nel nostro DNA: l’industria chimica europea è il secondo più grande investitore al mondo in ricerca e sviluppo, con oltre 9 miliardi di euro destinati alla ricerca ogni anno. Impegnarsi con la generazione attuale e futura di scienziati è, quindi, estremamente importante per il futuro dell’Europa“.
Sono felice di partecipare a questa iniziativa; è bello riunire l’industria, la comunità scientifica e gli studenti. – Ha dichiarato Ben L. Feringa, vincitore del Premio Nobel per la Chimica 2016 –
I tre gruppi dovranno lavorare insieme per trovare le migliori soluzioni alle grandi sfide che ci attendono. La passione e la dedizione degli studenti mi riempiono di orgoglio e mi danno la certezza che si faranno grandi progressi verso un mondo più sostenibile. Queste giovani stelle daranno forma al futuro della chimica e si entusiasmeranno nell’affrontare le sfide scienza creatrice per eccellenza!”.

Tra i giovani ricercatori era presente per l’Italia Erica Ghiglietti Dottoranda in Scienze chimiche all’Università degli Studi di Milano Bicocca. “La mia passione per la chimica può essere riassunta da questa citazione di Primo Levi: “La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete”. Il lavoro e la ricerca in laboratorio chimico mi hanno insegnato questo concetto e come la chimica, così astratta in teoria, possa aiutare a comprendere e risolvere i problemi legati alla realtà che ci circonda. Per questo motivo – ha dichiarato – sono veramente onorata di avere l’opportunità di poter incontrare i migliori esponenti della chimica al mondo, nella speranza di poter scambiare idee e progetti che mi possano aiutare e stimolare nella ricerca di un settore chimico sempre più attento alla sicurezza e sostenibilità dei processi produttivi”.
Erica Ghiglietti è stata anche vincitrice, nel 2019, del Premio Federchimica per Tesi di Laurea magistrale.

La Conferenza Solvay 1927

Le Conferenze Solvay, ideate dall’industriale belga Ernest Solvay nel 1911, sono state considerate un punto di svolta nel mondo della fisica. Con base a Bruxelles, le conferenze erano dedicate ai problemi aperti più importanti della fisica e della chimica. La conferenza più famosa fu la “Quinta Conferenza Internazionale Solvay sugli Elettroni e i Fotoni” dell’ottobre 1927, in cui i fisici più importanti del mondo si incontrarono per discutere la teoria quantistica appena formulata.
I protagonisti erano Albert Einstein e Niels Bohr. 17 dei 29 partecipanti furono o divennero vincitori di premi Nobel, tra cui Marie Skłodowska Curie, che da sola aveva vinto il premio Nobel in due distinte discipline scientifiche.