ShowGuide_2025

18 Show Guide - a cura di TKS Publisher per Making Cosmetics | 19-20 Novembre 2025 SILVIA TURRONI Università di Bologna | Italia Silvia Turroni è Professore Associato in Chimica e Biotecnologia delle Fermentazioni, Dip. Farmacia e Biotecnologie, Università di Bologna (Bologna, Italia). La sua attività di ricerca, documentata da >220 pubblicazioni in riviste internazionali e >160 partecipazioni a congressi, riguarda principalmente il profiling composizionale e funzionale del microbioma umano e il suo impatto sulla salute. Microbiota intestinale Probiotici Postbiotici Disbiosi Salute intestinale Terapia biotica Tecnologie avanzate BIOTICI Il microbiota intestinale è considerato un organo fondamentale per la salute umana, influenzando metabolismo, sistema immunitario e nervoso. Le alterazioni del microbiota (disbiosi) sono implicate in numerose patologie e nella risposta alle terapie. I probiotici, microrganismi vivi che apportano benefici alla salute, sono utilizzati per modulare la composizione del microbiota. Recenti scoperte hanno portato all’identificazione di nuovi probiotici e postbiotici, come Akkermansia muciniphila, che mostrano potenziale terapeutico in disturbi metabolici e infiammatori. Le terapie biotiche personalizzate, supportate da tecnologie avanzate come il sequenziamento di nuova generazione e l’intelligenza artificiale, potrebbero rappresentare il futuro per il trattamento su misura delle patologie legate al microbiota. Abstract Articolo pubblicato su Nutra Horizons Inquadra il QR code per consultare la versione digitale. Probiotici e postbiotici: il futuro delle strategie di modulazione del microbioma intestinale Il microbiota intestinale è ormai considerato a tutti gli effetti un organo del corpo umano, che contribuisce in maniera determinante a diversi aspetti della sua salute, come metabolismo, e funzionalità del sistema immunitario e nervoso (1). Ad oggi, un’alterazione del microbiota intestinale, o “disbiosi”, è stata confermata in molteplici setting clinici e dimostrata giocare un ruolo nell’insorgenza e progressione di numerose patologie (non solo intestinali), così come nella risposta alle terapie. Non stupisce pertanto che strategie di modulazione del microbiota siano state messe in atto e perfezionate nel corso degli anni per il ripristino mirato di una configurazione promotrice della salute (o cosiddetta “eubiotica”) (2). Qui di seguito saranno discussi in particolare i probiotici e i più recenti postbiotici, incluse le attuali linee di ricerca per una modulazione del microbiota che sia realmente personalizzata e di precisione. PROBIOTICI TRADIZIONALI Con il termine probiotico, si fa riferimento a microrganismi vivi che, quando somministrati in adeguate quantità, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite (3). I probiotici attualmente sul mercato includono ceppi batterici appartenenti principalmente ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus, ma anche alle specie Streptococcus thermophilus, Enterococcus faecium, e Bacillus spp., così come il ceppo Escherichia coli Nissle 1917 e ceppi del lievito Saccharomyces boulardii. Si tratta di microrganismi GRAS (“generally recognized as safe”), ai quali sono stati attribuiti molteplici effetti sulla fisiologia umana, anche a livello extra-gastrointestinale, tra cui miglioramento della salute cardio-metabolica, mentale, epatica, respiratoria, delle ossa e della pelle (4). Tali effetti sono mediati dal metabolismo di nutrienti (con miglioramento, ad esempio, dell’intolleranza al lattosio), dall’antagonismo diretto e indiretto nei confronti dei patogeni, dal miglioramento della funzione di barriera, dall’immunomodulazione, dalla riduzione della sensibilità viscerale (con un generale effetto analgesico), dalla comunicazione con gli altri organi del corpo (ad esempio, lungo l’asse intestino-cervello) e, ovviamente, dalla modulazione del microbiota intestinale. Va ricordato che la maggior parte di questi effetti non sono condivisi da tutti i probiotici ad oggi conosciuti e che, in particolare, la produzione di specifici bioattivi e gli effetti immunologici, endocrinologici e neurologici tendono ad essere ceppo-specifici, per cui “one size does not fit all” (5, 6). Tuttavia, i probiotici continuano ad essere considerati come un’entità omogenea, e le interazioni meccanicistiche con il microbiota e l’ospite non sono ancora del tutto note. Per i riferimenti bibliografici, consultare la versione digitale disponibile tramite QRcode KEYWORDS

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